Come afferma M. Calamai (allenatore nazionale di basket e insegnante di basket per persone disabili), uno degli elementi più importanti nel basket è il tiro della palla in quanto "il basket è l'unico sport che tende al cielo e questa è una rivoluzione per chi è abituato a guardare sempre per terra" (2000, 19). Infatti il momento del tiro è un giusto connubio di esplosività e delicatezza: la prima, l'esplosività, è la componente iniziale del gesto; mentre la seconda, la delicatezza, si concretizza nel momento in cui si lascia la palla tra le mani; in questo modo si impara a dosare la forza e ad impiegarla per un fine definito e positivo (Calamai, 2000, 22). Anche nel "Progetto Basket e Autismo – Il Filo dal Canestro", vengono proposti esercizi di tiro; a volte lasciando liberi i ragazzi di tirare e sperimentare, in modo che iniziano ad entrare nello spirito adatto per proseguire con altri esercizi più guidati, altre volte secondo precise tecniche. Un particolare importante alla luce di quanto affermato nell'approccio P.E.I.A.D. è la diversificazione delle proposte: infatti gli esercizi di tiro avvengono in canestri grandi o piccoli, ma soprattutto ad altezze diverse (spesso in carrelli della spesa) in modo da poter insegnare a dosare la forza da imprimere alla palla o spingere i ragazzi a cercare soluzioni alternative al tiro stesso. Ai più piccoli, poi, sia il canestro grande che, a volte, quello più piccolo risultano totalmente inaccessibili: ecco quindi che per rispettare il principio che il basket debba essere un momento di divertimento e di crescita, si cercano di trovare soluzioni alternative, in modo da continuare a motivare i bambini e ragazzi a non farli cadere nella frustrazione determinata dal non riuscire ad arrivare al risultato del "canestro".
Ciò che unisce i ragazzi con disabilità sono spesso il dolore, la sensibilità e il rifiuto da parte della società. È dunque fondamentale la formazione di un gruppo: se a quest'ultimo poi si riesce a fornire una motivazione aggregante positiva, lo stare assieme risulterà ancora più piacevole. La modalità dello stare insieme quindi, passa per il piacere di farlo e per il divertimento che ne consegue; in queste condizioni è più facile che una persona autistica si apra e si stacchi dalla propria condizione di chiusura. La Gioia di praticare uno sport fornisce la forza per aprirsi alle relazioni. È a partire da questa riflessione che vengono poi strutturati gli allenamenti, le lezioni, proponendo esercizi che non denaturano lo sport del basket ma che, oltre ad avere una valenza tecnica, hanno dei significati più profondi.


